martedì 24 novembre 2009

UN ANGIOLETTO DAI CAPELLI A CASCHETTO...

Diversamente dal collega sonnacchione, questo angioletto di dormire non ne vuol proprio sapere.
Ha gli occhi ben attenti per capire tutto quello che gli accade intorno e già si sfrega le manine al solo pensiero di tutti quei dolci che il Natale porta in tavola.

Ecco una sua foto di profilo...Certo però che il suo taglio di capelli è proprio buffo! Un caschetto corto corto di capelli lisci...che idea strampalata!

lunedì 23 novembre 2009

EPPURE SIAMO SIMILI

Questo angioletto pigrone è nato dalle mie mani stanco così come si mostra.
All'inizio era una pallina di pasta talmente molla che non c'era verso di metterla nella posizione che desideravo. Più aggiungevo farina e sale più l'angioletto si sedeva piano piano, si afflosciava piegando la testolina verso il tavolo su cui lo stavo lavorando, sempre più giù, sempre più lentamente, ma inarrestabile.



Solo all'ottavo tentativo di impasto ho capito con chi avessi a che fare! Mi sono imbattuta in un esserino simile a me...assonnato e testardo! Non ci sarà mai nulla e nessuno al mondo che ci farà cambiare idea: pretendiamo sempre di avere ragione.


E allora...Sogni d'oro piccolo amico!

Auguriamoci solo che si svegli in tempo per il Natale...

martedì 17 novembre 2009

SE SI POTESSE RIAVVOLGERE IL NASTRO

Avevo appena tolto le maniche corte quando mi sono accorta che le vetrine dei negozi già esponevano la merce di Natale. Dopo un primo, inevitabile momento di stupore ho avvertito l’impellente necessità di fermarmi in mezzo alla strada per chiedermi se fossi io troppo lenta o tutto il resto del mondo perennemente in anticipo su tutto.
Pur conoscendo in parte la risposta non nego che il dubbio rimane.
Questo sembra proprio il momento dei dubbi infernali! Sono varie settimane che mi pongo delle domande alle quali proprio non trovo risposta…sarà che ci avviciniamo sempre di più alla fine dell’anno e tirarne le somme sembra quasi inevitabile.
Di una cosa però sono sicura. So per certo che, se ne avessi il potere, vorrei riavvolgere indietro il nastro di questo 2009 molto complicato, tornare sui miei passi per poterne fare di migliori, prendere una strada invece che un’altra per non aver più paura di vedere cosa mi aspetta. Maledetta paura!

Ma Babbo Natale ancora non è passato e, anche se lo fosse, con ogni probabilità nel suo immenso sacco non potrebbe esserci una bacchetta magica in dotazione…perché quella è un’altra storia!
Sembra non esserci altra soluzione quindi se non quella di continuare a far svolgere il nastro nell’unico senso possibile. Continuare a viaggiare aspettando che il vento abbia voglia di cambiare direzione. E in fondo, forse, è giusto che sia così, perché il vero senso del viaggio è proprio quello di viaggiare, non importa come e non importa dove: imparare ad accontentarsi di questo per il prossimo anno mi basterebbe!

Bando alle chiacchiere! Eccomi all’opera per una frenetica infornata di piccoli e grandi oggetti in pasta salata da poter mostrare in tempo per le feste.
Cominciamo con questa ghirlanda – centrotavola farcita di ottimi dolcetti natalizi, che però proprio non consiglio di assaggiare.


Spero sia di buon augurio per un anno decisamente più ricco e positivo di quello che sta per concludersi.


E poi ancora...



Ma tu guarda questo impiccione di un angioletto dove va ad intrufolarsi!

Certo che se non sta un pò più attento rischia sul serio di bruciarsi i capelli riccioluti che si ritrova...


martedì 3 novembre 2009

PER EVADERE UN PO' DALLA REALTA'

GRANDE FESTA D'AUTUNNO NEL REGNO DELLE FATE...


Qualche secolo fa, quando ancora i suoni assordanti dei grandi centri abitati non erano nemmeno nella mente dei più fantasiosi sognatori, piccoli segni della natura si manifestavano agli occhi attenti di chi sapeva osservare.
L’aria fresca delle prime ore della notte, il fruscìo di foglie mosse da un vento assonnato, i richiami di creature che del buio hanno fatto il loro rifugio da tutti quelli che non potrebbero mai capire, sono gli elementi essenziali per comprendere almeno in parte questo spettacolo fatato che inizia proprio nel cuore dell’autunno.
Il gioco è semplice, basta saper rimanere in silenzio assaporando l’incantevole poesia e affidandosi alle proprie sensazioni ed emozioni per affrontare l’intricato mistero del Regno del Bosco.
Perché le Fate si manifestano senza timore solo se sappiamo riconoscerle nella nostra mente, offrendoci ricordi di un’infanzia che credevamo già irrimediabilmente lontana…

Ed invece eccole qui che si lasciano spiare mentre si recano alla festa che, come ogni anno, si svolge in loro onore! Dentro questo palazzo incantato centinaia di Fate si rincontreranno abbracciandosi calorosamente e parleranno fra loro di nuovi modi per rimediare agli errori che questo mondo compie senza mai affidarsi ad un briciolo di fantasia.



Sei di loro si lasciano proprio avvicinare, ma chissà quante altre potremmo ancora incontrare nei prossimi anni!


LAMPONIA SUCCOSA
Questa fatina mi ha confidato di essere molto timida e di non riuscire proprio a capire perché gli uomini non riescano a vederla malgrado tutti i suoi sforzi per manifestarsi.
il frutto di cui lei è regina le conferisce il caratteristico colore rosso della veste, tutta impreziosita di sottilissimi ricami d’oro intessuti uno per uno dalle mani esperte del Gran Sarto Fatato (che di certo sa come renderla elegante per questa occasione!).



Vi assicuro che la sua dolcezza è paragonabile solo alla più zuccherina delle torte e ciò la rende amica di tutte le fatine, nessuna esclusa, anche delle più dispettose.
Chiunque entri in contatto con lei dichiara di aver provato un gran senso di calma e tranquillità, doni che Lamponia difficilmente non elargisce.




NETTARINA DI CANTINA
Questa Fata è molto birichina! Il suo compito era quello di aiutare le Lumachine del Regno del Bosco, molto brave ma troppo lente in verità, a realizzare e coordinare tutta la festa…purtroppo, però, ha dimenticato che deve tenersi ben lontana dalle cantine del popolo degli Gnomi Ubriachelli proprio perché pochi sorsi di vino la fanno iniziare a ridere a crepapelle!

E infatti, è appena calata la notte e lei appare già un po’ brilla…come faranno adesso??
Giuro comunque di averla sentita ridere e posso con sicurezza affermare che il suo dono è quello di infondere tanto tanto buon umore in chi le sta vicino.

MIRTILLA
Per favore, se doveste vederla non vi approcciate a lei senza il dovuto rispetto, rischiereste una punizione che difficilmente dimentichereste.Questa Fata non vuole vezzeggiativi nel nome e non desidera essere importunata senza un buon motivo.




Pertanto so che si è recata alla festa con piacere, ma allo stesso tempo con un’aria altezzosa e molto restia a conversare con le altre…preferisce ascoltare in silenzio le frivolezze che le altre stanno per raccontarsi.
Non fatevi, però, ingannare dalle apparenze. È una fata buona, saggia e generosa! Di lei le altre chiacchierone mi hanno detto che sa dare ottimi consigli a chiunque ne abbia bisogno.


ORTICHETTA PRUDERINA
Eh si…in ogni famiglia che si rispetti c’è sempre il classico elemento di disturbo, quel parente che sopportiamo meno del mal di denti, ma che, ad ogni Natale, salta fuori come l’ortica, puntuale e molesto come pochi!



Non si può definire una fata cattiva…certo è scontrosetta, un po’ scostante e forse un tantino permalosa, ma tanto tanto divertente!
Tra le Fate si vocifera che quando si dedica alla sua attività preferita, ovvero fare scherzi di qua e di là, l’unica sua preoccupazione sembra esser quella di far ricadere la colpa sugli altri…prendendo bene le distanze dal fattaccio accaduto! Naturalmente tutti sanno ogni volta che è opera sua, ma nel bosco si fa finta di niente per continuare a vivere armoniosamente insieme.





AMANITA INDISPETTITA
Solo a guardarle le vesti che indossa, lascia intuire il pericolo di starle troppo vicino senza le dovute precauzioni.
Lei è molto velenosa! E non si lascia scappare occasione per preparare le sue famose pozioni magiche con le quali regala dei brutti mal di pancia a chi non le sta troppo simpatico!


Addirittura ho saputo che anche le altre fate sue amiche la temono un po’ e che, tra gli inviti per il convegno, il primo ad essere spedito deve per forza essere il suo! Uno Gnomo Corridore percorre una volta ogni anno, in fretta e furia, tutto il Regno del Bosco (più o meno sempre in questo periodo) per arrivare puntuale davanti alla porta della sua dimora e consegnarle la preziosa pergamena.


Solo dopo che la sua regale mano ha ricevuto l’invito fatato, le altre pergamene possono essere spedite alle Fate di tutto il Regno (non vi dico quanto se la sia presa per questo motivo la Fata Mirtilla che, con il suo caratteraccio, certo non riesce proprio a mandare giù un affronto del genere).



UVA SPINA
Questa fatina è proprio la più piccola di quelle che quest’anno sono riuscita ad incontrare.
Un sortilegio l’ha resa piccina piccina, sebbene sia nata molto prima di tutte le altre.
Questo perchè il Vecchio Mago Seggiolone, un giorno, ha improvvisamente puntato la sua bacchetta magica verso la povera Uva Spina rivelandole che sarebbe diventata grande poco più di un acino d’uva. Sfortunatamente per lui, ma fortunatamente per lei, la vecchiaia tricentenaria del Mago non gli ha fatto ricordare bene la formula magica…così, quella che la mente ballerina gli ha suggerito, ha permesso ad Uva Spina di crescere almeno quanto il palmo delle mie mani che, di certo non possono vantare una grande estensione, però consentono alla fatina almeno di essere vista dalle altre amiche! Ma se dovesse rincontrare Mago Seggiolone…quante gliene direbbe!



Ed ora zitti tutti! Ad ascoltare bene magari si riesce a percepire la voce di qualche altra creatura che non ha altro modo di farsi ascoltare se non quello di essere creato dalla fantasia…


sabato 31 ottobre 2009

GUARDATE IL CIELO STASERA...

Una streghetta e il suo immancabile gatto nero potrebbero volare proprio sopra i palazzi delle nostre città al tramonto!


BUONA NOTTE DI
HALLOWEEN!!!

lunedì 26 ottobre 2009

RICORDANDO L'ESTATE


Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,
talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta
che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?
Nell'amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,
saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,
non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.
Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.
Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l'anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?
(Paul Verlaine, Noi Saremo)

sabato 3 ottobre 2009

VI RICORDATE DI QUESTA PAUROSISSIMA CREATURA?

A sorvegliare la propria candela ora c'è anche un angioletto che, mentre canta col suo spartito in mano, guarda con sospetto il proprio compagno d'avventura...







La campana de la Chiesa


Che sòno a fà? - diceva una Campana -
Da un pò de tempo in quà, c’é tanta gente
che invece d’entrà drento s’allontana.
Anticamente, appena davo un tocco
la Chiesa era già piena;
ma adesso ho voja a fà la canoffiena
pe’ chiamà li cristiani còr patocco!
Se l’omo che me sente nun me crede
che diavolo dirà Domineddio?
Dirà ch’er sòno mio
nun é più bono a risvejà la fede.
- No, la raggione te la spiego io:
- je disse un Angioletto
che stava in pizzo ar tetto
-nun dipenne da te che nun sei bona,
ma dipenne dall’anima cristiana
che nun se fida più de la Campana
perché conosce quello che la sòna.

(Trilussa, La campana della Chiesa, da Le Favole, 1908).



mercoledì 16 settembre 2009

CORNICE ROMEO E GIULIETTA



NEL GIARDINO DEI CAPULETI

(Giulietta appare ad una finestra in alto)



ROMEO: Ride Giustificadelle cicatrici, chi non ha mai provato una ferita.
Ma, piano! Quale luce spunta lassù da quella finestra? Quella finestra è l'oriente e Giulietta è il sole! Sorgi, o bell'astro, e spengi la invidiosa luna, che già langue pallida di dolore, perché tu, sua ancella, sei molto più vaga di lei. Non esser più sua ancella, giacché essa ha invidia di te. La sua assisa di vestale non è che pallida e verde e non la indossano che i matti; gettala. E' la mia signora; oh! è l'amor mio!
oh! se lo sapesse che è l'amor mio! Ella parla, e pure non proferisce accento: come avviene questo? E' l'occhio suo che parla; ed io risponderò a lui. Ma è troppo ardire il mio, essa non parla con me: due fra le più belle stelle di tutto il cielo, avendo da fare altrove, supplicano gli occhi suoi di voler brillare nella loro sfera, finché esse abbian fatto ritorno.


E se gli occhi suoi, in questo momento, fossero lassù, e le stelle fossero nella fronte di Giulietta? Lo splendore del suo viso farebbe impallidire di vergogna quelle due stelle, come la luce del giorno fa impallidire la fiamma di un lume; e gli occhi suoi in cielo irradierebbero l'etere di un tale splendore che gli uccelli comincerebbero a cantare, credendo finita la notte.


Guarda come appoggia la guancia su quella mano! Oh! foss'io un guanto sopra la sua mano, per poter toccare quella guancia!


GIULIETTA: Ohimè!

ROMEO: Essa parla. Oh, parla ancora, angelo sfolgorante! poiché tu sei così luminosa a questa notte, mentre sei lassù sopra il mio capo come potrebbe esserlo un alato messaggero del cielo agli occhi stupiti dei mortali, che nell'alzarsi non mostra che il bianco, mentre varca le pigre nubi e veleggia nel grembo dell'aria.

GIULIETTA: O Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre; e rifiuta il tuo nome: o, se non vuoi, legati solo in giuramento all'amor mio, ed io non sarò più una Capuleti.

Il tuo nome soltanto è mio nemico: tu sei sempre tu stesso, anche senza essere un Montecchi. Che significa "Montecchi"? Nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un'altra parte qualunque del corpo di un uomo. Oh, mettiti un altro nome! Che cosa c'è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un'altra parola avrebbe lo stesso odore soave; così Romeo, se non si chiamasse più Romeo, conserverebbe quella preziosa perfezione, che egli possiede anche senza quel nome. Romeo, rinunzia al tuo nome, e per esso, che non è parte di te, prenditi tutta me stessa.

ROMEO: Io ti piglio in parola: chiamami soltanto amore, ed io sarò ribattezzato; da ora innanzi non sarò più Romeo.

GIULIETTA: Chi sei tu che, così protetto dalla notte, inciampi in questo modo nel mio segreto?

ROMEO: Con un nome io non so come dirti chi sono. Il mio nome, cara santa, è odioso a me stesso, poiché è nemico a te: se io lo avessi qui scritto, lo straccerei.

GIULIETTA: L'orecchio mio non ha ancora bevuto cento parole di quella voce, ed io già ne riconosco il suono. Non sei tu Romeo, e un Montecchi?

ROMEO: Né l'uno né l'altro, bella fanciulla se l'uno e l'altro a te dispiace.
GIULIETTA: Come sei potuto venir qui, dimmi, e perché? I muri del giardino sono alti, e difficili a scalare, e per te, considerando chi sei, questo è un luogo di morte, se alcuno dei miei parenti ti trova qui.

ROMEO: Con le leggere ali d'amore ho superati questi muri, poiché non ci sono limiti di pietra che possano vietare il passo ad amore: e ciò che amore può fare, amore osa tentarlo; perciò i tuoi parenti per me non sono un ostacolo.



William Shakespeare, Romeo e Giulietta, Atto II, Scena II, 1594-1596.

mercoledì 2 settembre 2009

...E POI CERTI COLLEGHI INSINUANO CHE NON SO CUCINARE!

LAVAGNETTA DEL BUON RISVEGLIO


LA DIETA
Doppo che ho rinnegato Pasta e pane,
so' dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure...
me pare un anno e so' du' settimane.
Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe' damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immaginà le svojature
co' la lingua de fòra come un cane.
Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da 'na tavola e 'na sedia
pensanno che se deve da morì?
Nun è pe' fà er fanatico romano;
però de fronte a 'sto campà d'inedia,
mejo morì co' la forchetta in mano!

Aldo Fabrizi, La dieta, in La pastasciutta : ricette nuove e considerazioni in versi, Milano, 1971.